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DIMMI CHE CREDI NEL DESTINO

Dimmi che credi nel destino.

Ornella ama i cieli di Londra,il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventura, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo e che non riesce a dimenticare.

A 55 anni, Ornella si considera campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola.

Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontana e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa.
L’ultima batosta, però, è difficile da accettare.
La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampestead, dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russel e Crowe, rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere.

Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese, inimitabile compagna di scorribande, che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop.
La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part time, ha il cuore infranto e le chiama “guagliuncelle”.

Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

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Il bambino di Auschwitz

Alexander ogni giorno è costretto ad assistere a violenze, atrocità, soprusi e ingiustizie, senza poter reagire. Per sopravvivere deve abbandonare l’altruismo, e indurire la mente e l’animo. La situazione cambia quando ad Alexander viene affidato il compito di domare il nuovo cavallo del comandante, da cui nasce un motivo di speranza: se riuscirà a superare la diffidenza dell’animale e a condurlo al passo, forse guadagnerà il rispetto dei suoi carcerieri. Se fallirà, invece, sarà la morte per entrambi.

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POESIE DI ZIBALDONE

La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di “creazione”) è una forma d’arte che crea, con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggi metriche (che non possono essere ignorate dall’autore), un componimento fatto di frasi dette versi, in cui il significato semantico si lega al suono musicale dei fonemi. La poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa, in cui le parole non sottostanno alla metrica.

La lingua nella poesia ha una doppia funzione: – Vettore di significati – con contenuti sia informativi sia emotivi; – Vettore di suoni. Per svolgere efficacemente questa duplice funzione, la sintassi e l’ortografia possono subire variazioni rispetto alle norme dell’Italiano neostandard (le cosiddette licenze poetiche) se ciò è funzionale (non solo esteticamente) ai fini della comunicazione del messaggio.

A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, anziché essere letta direttamente, è ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo e il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo la dimensione teatrale della dizione e della recitazione. Nel mondo antico – ed anche in molte culture odierne – poesia e musica sono spesso unite, come accade anche nei Kunstlieder tedeschi, poesie d’autore sotto forma di canzoni accompagnate da musiche appositamente composte.

Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall’originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un’approssimazione dell’originale.

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“MARINA” di CAROLS RUZ ZAFON

Marina : Barcellona,fine degli anni sessanta.

Oscar Drai è un giovane studente che trascorre i faticosi anni della sua adolescenza in un cupo collegio di tanto in tanto ama allontanarsi dalle soffocanti mura del convitto per perdersi nel dedalo di vie,ville palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica  che lo porta fino alle finestre di una casa.

All’interno,su un tavolo,un antico grammofono suona un ammaliante canzone,accantk,un vecchio orologio da taschino dal quadrante scheggiato. Oscar,senza sapersi spiegare il perchè, sottrae l’oggetto e scappa. Qualche giorno dopo torna per restituire il maltolto e incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn.

Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti  inconfessabili del passato di una famigli e di una barcellona  sempre piu gotica e sempre più amata, che lo spingeranno verso l’irrevocabile fine della sua adolescenza.

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Le assaggiatrici di Rossella Postorino

Le assaggiatrici :La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo.

Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica.

Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.

Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.

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PETER PAN: Edizione illustrata

Nel crepuscolo Londinese una figuretta vola sui tetti delle case: è Peter Pan. L’unico bambino che non cresce mai. IL motivo della visita in città è presto detto : deve riacciuffare la sua ombra ribelle, fuggita mentre ascoltava di nascosto le storie che Mrs. Darling raccontava ogni sera ai piccoli Wendy, Jhon e Michael prima di dormire. Sarà l’inizio di una meravigliosa avventura, con una tribù di ragazzi smarriti che vivono sull’isola non riportata sulle mappe ( non le vostre per lo meno) indiani, fatine, pirati senza una mano coccodrilli affamati e sirene ammalliatrici.

Il fantastico universo creato da James M. Barrie rivive in queste pagine nell’edizione integrale delle avventure del b ambino che non voleva crescere, in una nuova edizione e con meravigliose illustrazioni d’epoca.

Il volume riunisce infatti i romanzi Peter Pan nei Giardini di Kensington. Racconto della figura tra le fate di Peter neonato, e Peter e Wendy , la seconda puntata della saga resa celebre dalla versione disneyana degli anni cinquanta.

Arthur Rackam, fra i più amati artisti di età vittoriana, e F.D. Bedford, illustratore della prima edizione di Peter e wendy, raffigurano le avventure di Peter e compagni con tratto gioioso e sognante, fissando nella fantasia dei lettori di ogni epoca ed età personaggi e ambientazione di una fiaba senza tempo , che parla dell’incanto perduto dell’infanzia e del potere dei sogni.

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Trama del libro la ragazza di BuBe

Storia minima e esemplare,raccolta intorno a pochi umili protagonisti,ma mossa nell’aria di enormi eventi – Itala e gli italiani all’indomani della liberazione -“La ragazza di Bube” è un romanzo “perfetto”: per tensione,ritmo,per la presa di coscienza dei personaggi,ragazzi nell’aprile 45 e poi uomini e donne, con un destino ormai scavato,quando l’azione si conclude.Negli anni confusi e gloriosi dell’immediato dopoguerra ,Bube, la sua fidanzata Mara, ancora bambina,il padre di lei ,comunista rivoluzionario,intrecciano una vicenda fitta e contrastata che,pur diventando dramma ,non esce mai dai suoi binari severi,dolenti. La straordinaria Mara,per cui l’affetto è un dovere,è un italiana così antica,così vera, che trova rispondenza,nelle nostre lettere,solo alcune donne di Nievo,di Manzoni.

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FUOCO DI SARA B. MASTS STRANDERG

Nella piccola città industriale di Engelsfors i segni dell’apocalisse incombente sono ormai evidenti:

i boschi che la circondano stanno morendo, ondate di calore anomalo affliggono gli abitanti e i raccolti vanno distrutti.

Sono trascorsi pochi mesi da quando le Prescelte hanno sconfitto Max, il benedetto dei demoni, e Minoo, Linnéa, Anna-Karin, Ida e Vanessa hanno compreso l’importanza di combattere insieme e sacrificarsi per un bene superiore.

Ormai sanno che non bisogna mai farsi ingannare dalle apparenze: il nemico potrebbe essere chiunque, persino l’uomo di cui ci si è perdutamente innamorate.

Perciò, quando tutti in città aderiscono al’imperante ottimismo del nuovo Centro di aiuto Engelsfors Positiva, le ragazze immediatamente fiutano il pericolo.

Nessuno può resistere al suo richiamo, al punto che tutti sembrano esserne stati sedotti, addirittura quasi stregati e mentre il passato si riaffaccia terribile nelle loro vite,le prescelte si troveranno così a dover combattere contro una nuova spaventosa minaccia, finendo per scontrarsi con un potere più malvagio di ogni loro possibile immaginazione.

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VIAGGIO D’ITALIA NAPOLI E NON SOLO

MAGGIO 2020 VIAGGIO IN ITALIA

Maggio 2020 è la ripresa degli incontri e delle relazioni anche se distanziati, la riapertura delle attività, il ritorno della cultura e dei viaggi. “Viaggio in Italia”è una delle opere più conosciute di Johan Wolfgang Von Goethe.

Nel settembre del 1786 , Goethe partì improvvisamente da Karlsbad per l’ Italia. Fuggiva dalla opprimente vita di corte di Sassonia e dagli impegni istituzionali che lo vedevano impegnato e lo allontanavano dalla letteratura. L’Italia per Goethe, era un sogno antico e giovanile.In Italia avrebbe ripercorso tutte le tracce autentiche dell’arte classica,abbracciato le bellezze della natura e compreso la vita e la cultura Italiana.

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GLI SCRITTI DELLA STORIA E LA GUERRA

Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico». « […] Ciò che bisogna uccidere e che deve morire è il passatismo teutonico, fatto di pecoraggine inintelligente, di balordaggine pedantesca e professorale, d’ossessione culturale e plagiaria, di orgoglio contadinesco, di spionaggio sistematico e d’imbecillità poliziesca

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