Il nostro BLOG

Lettera a una Professoressa

Questo libro non è scritto per gli insegnati, ma per i genitori. E’ un invito a organizzarsi.
A prima vista sembra scritto a un ragazzo solo. Invece gli autori siamo otto ragazzi della suola di Barbiana .
Altri nostri compagni che sono al lavorare ci hanno aiutato la Domenica.
Dobbiamo ringraziare prima di tutto il nostro priore che ci ha educati, ci ha insegnato le regole dell’arte e ha diretto i lavori.
Poi moltissimi amici che hanno collaborato in altro modo:
per la semplificazione del testo, vari genitori.
Per la raccolta dei dati statistici, segretari, insegnanti, direttori, presidi, funzionari del ministero e dell’ Istat, parroci.
Per altre notizie, sindacalisti , giornalisti , amministratori comunali, storici, giuristi.

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Il bambino rubato

Il peggiore incubo di ogni madre è perdere il proprio bambino. Per Emma Turner la paura diventa realtà: nella metropolitana di Londra, in una drammatica frazione di istanti, le porte del treno si chiudono e suo figlio Ritchie rimane sul vagone che si allontana. Come per miracolo, Emma ritrova Ritchie alla stazione successiva, tra le braccia di una premurosa sconosciuta, che si presenta come Antonia e convince Emma, ancora sotto shock, ad andare a bere qualcosa. Poi, nella confusione del bar Emma si sente frastornata, basta un attimo, ed ecco che Antonia scompare, e con lei il piccolo Ritchie. La giovane madre ha un mancamento e quando si risveglia è in un letto d’ospedale circondata da poliziotti ai quali racconta l’accaduto. Ma perché la polizia sembra non credere alla sua versione e anzi la accusa implicitamente di aver fatto del male al bambino? Quali torbidi segreti si aspetta che nasconda? In preda all’ansia, Emma si accorge di non avere alcuna prova: come farà a convincerli che suo figlio è stato rapito? Con l’aiuto di un estraneo che ha assistito al dramma, Emma si mette alla ricerca di Ritchie. Inizia così una corsa contro il tempo: si deve ritrovare il bambino, ma bisogna riuscire a dimostrare che la storia di Emma è l’unica verità: ci sono ancora troppi buchi in quell’inquietante mistero, ed è necessario fare tutto il possibile, anche a costo di rischiare la vita.

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LA DONNA IN BIANCO di WILKIE COLLINS

Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama della Donna in bianco, tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista «All the Year Round» suscitando uno straordinario interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l’attributo di “padre del poliziesco moderno”. Non c’è lunghezza che tenga: di un libro del genere si arriva sempre al fondo con rimpianto. La donna in bianco è anche un musical di grande successo realizzato da Andrew Lloyd Webber.

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PSICOMAGIA di Alejandro Jodorowsky

Tutti noi abbiamo delle paure, dei malesseri da cui vogliamo liberarci, affinchè gli incubi non ci perseguitino più. Ma come possiamo fare?

Agendo
Questa è la risposta di Alejandro Jodorowsky. Compiendo un atto paradossale che scuota l’immobilità patologica di cui siamo prigionieri. Un atto dettato dalla voce dell’inconscio e tradotto nella surreale poesia di una quotidianità trasgressiva e onirica. Jodorowsky ascolta, interroga, esplora il labirinto emotivo dei suoi interlocutori e pazienti.

Senza interpretare. Senza forzare i significati. Come un regista abituato alle meraviglie e allo stupore del teatro, raccoglie dai gesti sospesi quello che può riavviare l’azione, riaccendere le luci della scena.

Prese le distanze dalla sicumera scientifica della psicanalisi, Jodorowsky propone il semplice abbandono all'”atto psicomagico”, la confidenza tra la profondità dell’esperienza e la complice, quasi omeopatica, adesione alle forme del proprio male. Guarire è, in questa “terapia panica”, una parola stonata. Imparare a essere felici, no.

Oltre alla nuova prefazione, questa edizione presenta due nuovi capitoli: “Lezioni per mutanti. Interviste con Javier Esteban” e “Corso accelerato di creatività”.

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HEI E’ IL MIO CUORE CHE STAI CALPESTANDO

Hei è il mio cuore che stai calpestando: Per i suoi quindici anni Laetitia Alexandra Rebecca Fitt (ma fate meglio a chiamarla Alex, se volete che vi risponda) ha ricevuto in regalo un diario, ed è stato l’inizio di un grande amore: Questo diario è una belva famelica, devo nutrirla di parole! Per fortuna ad Alex non mancano le storie da raccontare: un corso di sopravvivenza estrema non è niente in confronto alla vita in famiglia, tra fratelli scatenati e sorelle troppo grandi o troppo piccole, genitori stressati e gatti dalla pigrizia insostenibile.

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BURLESQUE, DITA VON TEESE E STRIP-CHIC

Burlesque: Seduzione ed ironia che convivono in una forma d’arte tutta al femminile, leggera e sofisticata al tempo stesso condita da una buona dose di esibizionismo e da un gusto estetico retrò.

Questa forse la definizione più adatta per descrivere il burlesque che fin dalle sue origini (ottocento-Inghilterra) propone uno spettacolo malizioso e sensuale che lascia spazio ad un soft strip-tease accompagnato da una buona dose di creatività femminile

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PRIMA CHE TU VENGA AL MONDO

«La vita è un gioco e vince chi ritorna bambino. Ma, per riuscirci, dovevo prima diventare adulto.»

Quando è stata l’ultima volta che avete fatto qualcosa per la prima volta? Che avete scoperto qualcosa di inaspettato e avete provato un’emozione nuova? Immaginate un uomo che, superata la soglia dei cinquant’anni, diventa padre quando ormai, in famiglia e sul lavoro, si era adagiato su una perfetta vita da figlio. Che cosa può rompersi o scatenarsi all’improvviso? Il nuovo libro di Massimo Gramellini è il racconto di una trasformazione e di un’attesa. Nove capitoli, uno per ogni mese di «gravidanza», che compongono una lunga lettera, emozionante e ironica, destinata a un bambino che non c’è ancora mentre si fanno i conti con un padre che non c’è più. Una storia d’amore e di rinascita che ci ricorda come attraverso gli altri possiamo ritrovare in noi stessi infinite risorse e comprendere ciò che conta davvero. Se «la vita è un gioco e vince chi ritorna bambino», per riuscirci bisogna prima diventare adulti.

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Breve storia di Paolo Borsellino

Paolo Borsellino è nato a Palermo il19 giugno 1940 e muore a Palermo nella strage di via d’Amelio,assieme a 5 agenti della scorta.
Paolo Borsellino è stato un magistrato vittima di cosa nostra. Assieme a Giovanni Falcone, Borsellino è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla criminalità organizzata.
Un uomo,un grande magistrato lasciato solo, come Falcone, da alcuni settori dello stato; Borsellino conosceva tutte le trame mafiose,le sue connivenze con la politica, e sapeva come affrontarle e contrastarle.
Era un padre di famiglia, amava sua moglie, un uomo coraggioso dove la paura lo accompagnava sempre ed era consapevole che avrebbe fatto la stessa fine del collega e amico Falcone.
Sapendo del pericolo di morte che correva, preparò la sua famiglia a questa evenienza. Questo provocò in lui ancora più solitudine di cui non poteva parlare con nessuno, perché mille occhi lo vedevano e mille orecchi lo ascoltavano.

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ALBACHIARA E IL SUO RE, VASCO ROSSI

Quarant’anni fa usciva il 45 giri di Albachiara, uno dei più grandi successi di Vasco Rossi.

Era il 25 maggio del 1979.

In realtà, quello che è stato il brano che ha segnato la storia della musica, uscì qualche giorno prima, il 30 aprile, all’interno dell’album ‘Non siamo mica americani!’.

Era invece il 9 agosto del 1979 quando Vasco salì sul palco del Bussoladomani per cantare gli otto brani concessi, a testa, ai tre artisti selezionati per la serata.

Proprio in quell’occasione, il cantante si esibì con Albachiara, ma quella canzone non doveva avere tutto questo successo: la metrica non era tradizionale, non aveva un vero e proprio ritornello e la melodia non era orecchiabile.

Per questo non fu lanciata come un vero e proprio singolo, bensì come B side di un brano di punta.

Le note erano di Massimo Riva, sulle quali Vasco ci scrisse di getto un testo, ispirandosi ad una ragazzina che vedeva passare davanti casa sua tutti i giorni per andare a prendere l’autobus.

Da allora Albachiara è diventata una pietra miliare della musica italiana ed uno dei maggiori brani di successo, con i quali il cantante chiude i suoi live

A tutt’oggi resta una delle canzoni più amate dal rocker.

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“IL GIORNALE FATTO CON I PIEDI

È addestrato a stare dietro le quinte, a non mostrarsi o fare inchini da damerino, a essere scettico e ingrato, a non credere a nulla ma a prendere per buono tutto, purché valga la pena e ci sia uno straccio di prova. L’inviato – diceva un direttore vecchio del mestiere – è quel genere di canaglia che comunque, in un modo o nell’altro, torna sempre a casa con un osso in bocca. Queste pagine sono il resoconto di un modo di fare giornalismo diverso da quello di oggi. Quel giornalismo fatto con semplicità zen – andare, guardare, raccontare – che resta ancora il più giusto, il più profondo, il più moderno, il più ricco di sorprese, il più credibile e affidabile. Li chiamavano inviati, e nessuno saprebbe dire se esistono ancora o se si sono estinti. Secondo alcuni ci saranno sempre, perché inesauribile è la voglia di sapere, di vedere, di verificare.

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