Il jazz è la rivolta dell’emozione contro la repressione

Francesca Valleri

Il jazz ha radici lontane che affondano in uno degli episodi più oscuri della storia.

La deportazione degli schiavi dalle coste occidentali dell’ Africa alle piantagioni americane.

Durante questo ‘passaggio’ i deportati persero a mano a mano memoria della propria cultura e della propria musica ma qualcosa di molto importante rimase impresso nel loro inconscio.

Suoni, danze, il gusto di ballare e un certo modo di fare musica.

Gli schiavi trovarono nel fare musica non solo un aiuto per sopportare le fatiche ma anche per ribadire ai loro “padroni” l’uguaglianza.

Nasce il work song: movimenti ripetitivi del lavoro venivano scanditi a suon di musica.

A seguire la volta poi dei canti spirituali, a cappella e quelli gospel.

Con la migrazione dalle campagne alla città, in conseguenza dell’ abolizione della schiavitù, prende vita il blues, nome che deriva dall’espressione “avere diavoli blu in corpo” ovvero essere pervasi da una certa malinconia che solo la musica è in grado di allontanare.

Chitarra, percussioni con una struttura strofica tripartita e sempre fissa.

Con la fine della Guerra di Secessione, la musica si trasforma in un’ occasione di lavoro e con l’aggiunta di battere e pianoforti si affacciano le prime band jazz (Louis Amstrong) ritmo e melodia vivaci.

E’ con il termine della Prima Guerra Mondiale che il jazz si diffonde in Europa e scatena nei musicisti bianchi la voglia e il desiderio di cimentarsi con questo genere musicale; anima bianca del jazz.

Il passaggio allo swing lo si deve al crollo del’ 29 mentre è nella prima metà degli anni quaranta che prende piede il be-pop ( jazz nero), ritmo non scandito , musica ascoltata improvvisazione.

“La vita somiglia molto al jazz; è meglio quando si improvvisa”.

Il jazz era, è un genere di musica che viene eseguito ad orecchio consentendo la massima libertà espressiva da parte dell’ esecutore.

Improvvisare è affidarsi ad un’ idea, un sentire che possediamo già dentro di noi; il suono veicola i ricordi.

ZIBALDONE DELLE ARTI

HOME PAGE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *