Il vecchio che leggeva romanzi d'amore Luis Sepùlveda

Il vecchio Che leggeva romanzi d’amore Luis Sepùveda

Bolívar Proaño, il vecchio che vive ad El Idilio, un piccolo villaggio del Sud America, è costretto a dare la caccia a una femmina di tigrillo, un feroce felino. L’animale sta uccidendo gli uomini perché impazzito per il dolore a causa dell’assassinio dei suoi cuccioli.

In una digressione si conosce il passato del vecchio e di come è diventato un esperto della foresta. Del matrimonio avvenuto prima del trasferimento ad El Idilio e della morte prematura della moglie. Bolívar continua a vivere lì insieme agli shuar, indios che gli insegnano a vivere con la foresta e con i quali rimane per molti anni.

Luis Sepùlveda : Vita

Luis Sepùlveda: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore è stato pubblicato nel 1989. La prima edizione in lingua italiana è stata pubblicata nel 1993.

Luis Sepùlveda Calfucura nasce in Cile il 4 ottobre 1949 e purtroppo ci ha lasciato il 16 aprile 2020 in seguito al contagio da Covid-19. Nella sua vita è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista. Proprio per la sua passione fu costretto a lasciare il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività  politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet.

Luis Sepùlveda viaggia a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, si stabilisce in Spagna, nelle Asturie.

Luis Sepùlveda: opere


Luis Sepùlveda è stato autore di libri di poesia, “radioromanzi” e racconti, oltre allo spagnolo, sua lingua madre, parlava correttamente inglese, francese e italiano. Conquista la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Pubblica poi numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore: Recensione

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore al contrario del titolo è un libro piuttosto breve e si legge velocemente anche grazie al giusto equilibrio tra le sequenze narrative, descrittive e dialogiche. Secondo il mio personale pensiero il vero protagonista del romanzo è la Natura, sottoforma di foresta pluviale. Gli umani sono soltanto un’aggiunta per descrivere al meglio la grandezza impietosa della foresta e dei suoi abitanti animali. La caccia al tigrillo, una femmina a cui sono stati scriteriatamente uccisi i cuccioli, non è affrontata come una vendetta dal vecchio Bolìvar.

Si tratta più che altro di una forma di compassione per la bestia ferita dalla stupidità degli uomini. Non posso nascondere che come madre mi sono molto immedesimata nella parte dell’animale impazzito. La crudele dolcezza della sua fine mi ha fatto commuovere e questo non succede spesso.

Antonio José alla fine del racconto non è per niente soddisfatto della sua performance di cacciatore, prova vergogna per la sua indegnità. Non si sente vincitore di una battaglia (come effettivamente apparirebbe agli occhi degli altri abitanti di El Idilio). Ma solo un inutile carnefice, come sarebbe apparso agli occhi degli shuar, i quali ritengono la doppietta uno strumento di viltà e prediligono il combattimento corpo a corpo con frecce avvelenate.

Luis Sepùlveda nel suo romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore ci consegna un messaggio. Ci sono “valori”, civiltà che noi giudichiamo “primitive”, con i quali la nostra civiltà dominante farebbe bene a confrontarsi. Soprattutto sul tema del rapporto fra uomo e natura ma anche, più in generale, sul tema del senso della vita. Il patrimonio di Antonio José Bolívar Proaño è una sapienza speciale, assorbita dalla grande foresta ai tempi in cui viveva immerso nel cuore della selva insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sanno capire. Solo un uomo come lui può dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo.
Un canto d’amore dedicato all’ultimo luogo in cui la terra preserva intatta la sua verginità.

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