Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta. la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolliy a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.

Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta. Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un’abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica”. (Pietro Citati)

LOLITA RECENSIONE

Un romanzo crudo, molto attuale tratta di pedofilia.

Humbert è un uomo altolocato, ricco a cui piacciono le bambine “ninfette”. Trascorre i il suo tempo libero  andando a guardare le bambine che giocano nel parco, le sue preferite sono dai 10 fino ai 16anni.

Humbert si innamora di Lolita la figlia della sua padrona  di casa, per la sua fissazione sposa la madre di Lolita e la sera droga sua moglie. per poter stare con la bambina.

Il protagonista e voce narrante del romanzo, è un uomo colto, ironico, spesso cinico e sarcastico  Humbert, disegnato sapientemente dall’autore, Vladimir Nabokov,ammalia, diverte, ipnotizza, seduce e  mente spudoratamente, sapendo di mentire. Compie atti disgustosi, immorali ed imperdonabili, ma alla fine vorrebbe far credere di non aver  nessuna colpa arrivando addirittura a far passare la sua vittima per colpevole.

Un libro senza tempo: elegante ed osceno allo stesso tempo che fa riflettere su quanto la mente  umana può diventare perversa e pericolosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *