Borsellino

Paolo Borsellino.

Paolo Borsellino è nato a Palermo il 19 giugno 1940 e muore il 19 luglio 1992 a Palermo nella strage di Via Damelio, assieme a cinque agenti della scorta.  Paolo Borsellino è stato un magistrato Italiano vittima di cosa nostra, Assieme a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta della mafia allivello internazionale.

Un umo, un grande maestro e un grande magistrato lasciato solo dallo stato, ma non solo dai suoi colleghi, tradito da una persona che lui credeva amico, solo perché aveva trovato il modo di come distruggere il sistema mafioso e non solo.

Era un padre di famiglia, un uomo che amava sua moglie, un uomo coraggioso pieno di paura, che sapeva non si sa come , ma lo sapeva che anche a lui toccava la stessa fine del suo unico amico Giovanni Falcone, dalle sue certezze che un giorno doveva lasciare la vita, preparò sua moglie e suoi figli a farli distaccare da lui per non farli soffrire, ma quel distacco che lui ha creato, glia creato ancora di più  solitudine e non poteva parlare con nessuno, perché dove andava c’erano sempre orecchie pronte ad ascoltare e a farlo fuori in un secondo.

Io Paolo lo vedo come mio padre, un uomo buono, generoso, coraggioso, colto, divertente, affettuoso, un marito amorevole, un fratello, un amico di cui ci si può contare sempre. Ecco come vedo Paolo anche se non lo mai conosciuto, ma nei libri nei film lo descrivono come mio padre.

Per la perdita di Borsellino niente è cambiato, la mafia c’è sempre, il sistema non si può abbattere, i mafiosi sono liberi di girare per le strade e noi viviamo nell’ignoranza perché tutto viene taciuto, non si scoprirà mai la verità sulla morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e che fine ha fatto l’agenda rossa di borsellino?

Ma centra veramente la mafia, o la morte di Falcone, Borsellino sia stata creata dai servizi segreti o dai piani alti?

Domande solo domande e nessuna risposta. Falcone e Borsellino erano due uomini che amavano il loro lavoro, non erano magistrati corrotti erano magistrati onesti che odiavano le ingiustizie e proteggevano i deboli, e persone così devono essere fatte fuori, perché sono rompicoglioni e danno fastidio, meglio avere mele marce, lecca culi, che stanno zitti e se vedono qualcosa io non ho visto niente non ho sentito niente e questo non porta niente solo avere il portafoglio pieno di soldi ma non la coscienza pulita, perché se vediamo la prima testa di cazzo trovata per strada invece di aiutarla si fa l indifferenti, l’indifferenza ci porta non comportarci come esseri umani ma complici di un sistema sbagliato e corrotto.

Falcone, Borsellino ci insegnano a sconfiggere l’indifferenza con il coraggio di agire invece di essere indifferenti attuto ciò che ci circonda, ma di lottare contro le ingiustizie di tutti i giorni, di sconfiggere  lo stato marcio e scorretto e di sconfiggere il potere che ci dà alla testa ma di essere persone umili.

State buoni se potete tutto il resto è vanità

Branduardi

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-La mafia non si uccide con le armi, ma con la cultura

Felicia impastato

-A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

Giovanni Falcone

-Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”

Paolo Borsellino

-È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

Paolo Borsellino