MAJGULL AXELSSON

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Trama

Io non mi chiamo Miriam», dice di colpo un’elegante signora svedese il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, di fronte al bracciale con il nome inciso che le regala la famiglia. Quella che le sfugge è una verità tenuta nascosta per settant’anni, ma che ora sente il bisogno e il dovere di confessare alla sua giovane nipote: la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea, infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück. Così Malika diventò Miriam, e per paura di essere esclusa, abbandonata a se stessa, o per un disperato desiderio di appartenenza continuò sempre a mentire, anche quando fu accolta calorosamente nella Svezia del dopoguerra, dove i rom, malgrado tutto, erano ancora perseguitati. Dando voce e corpo a una donna non ebrea che ha vissuto sulla propria pelle l’Olocausto, Majgull Axelsson affronta con rara delicatezza e profonda empatia uno dei capitoli più dolorosi della storia d’Europa e il destino poco noto del fiero popolo rom, che osò ribellarsi con ogni mezzo alle SS di Auschwitz. Io non mi chiamo Miriam parla ai nostri giorni di crescente sospetto verso l’«altro» interrogandosi sull’identità – etnica, culturale, ma soprattutto personale – e riuscendo a trasmettere la paura e la forza di una persona sola al mondo, costretta nel lager come per il resto della vita a tacere, fingere e stare all’erta, a soppesare ogni sguardo senza mai potersi fidare di nessuno, a soffocare i ricordi, i rimorsi, il dolore per gli affetti perduti: «Non si può dire tutto! Non se si è della razza sbagliata e si ha vissuto sulla propria pelle l’intero secolo.»

RECENSIONE

Febbraio 21, 2026

RECENSIONE

Io non mi chiamo Miriam ė un romanzo storico di narrativa, i personaggi sono inventati alcuni ma non tutti , i  fatti storici sono veramente accaduti. Un libro per non dimenticare lo sterminio degli ebrei e zingari.

Leggendolo ho pianto ho provato rabbia e ho scoperto un nuovo esperimento che il dottore Mengele faceva ai bambini room sul Noma (una grave malattia gangrenosa che distrugge i tessuti orofacciali, studiata dal medico nazista Josef Mengele ).

Ho amato il personaggio di Miriam  una donna e brea che ha dovuto per molti anni nascondere la sua identità.

Citazione

La luna è alta in cielo dalla finestra mi guarda, io non chiudo occhio anche se l’ora è tarda. Ma ecco che là qualcuno sbircia dentro ! Sussulto e prendo un grande spavento “chi è là?” “Zingara mia mi fai entrare? Apri la porta , lo chiedo per favore !” L’ebrea bellissima è ora sulla soglia vacilla , freme e trema come una foglia chiedendo solo poco daangiare.

[…]

Mia cara ebrea , povera infelice ! Le do qualcosa di quel che mi rimane : una camicia ,del sale e un po’ di pane.